Arriva il catasto on line per stanare gli assessori inadempienti in Trentino

Per gli assessori che non vogliono restituire quanto ricevuto come vitalizio arriva il confronto dei dati con il catasto. L’idea arriva dalla Regione Trentino, dove alcuni esponenti politici regionali non si sono presentati all’appuntamento con i pagamenti dovuti.

 

La vertenza nasce lo scorso anno, quando una legge impone ai soggetti interessati di restituire quanto maturato con la formula dei “vitalizi d’oro”. Chi era tenuto a pagare, secondo la Regione, aveva ricevuto una raccomandata con ricevuta di ritorno, dove si prevedeva anche un pagamento diviso in rate per le somme più importanti.

 

Il documento è arrivato in tempo utile, ma a causa dei vitalizi continuano a mancare nelle casse regionali  quasi 13 milioni di Euro. A questo punto, la Pubblica Amministrazione ha agito come prevede la legge, ovvero incrociando i dati dei debitori alle maggiori banche dati (tra cui quella del catasto on line) per verificare se gli assessori regionali interessati avessero delle proprietà da pignorare.

 

La procedura risulta abbastanza semplice: in Trentino servirà un primo mese per valutare tutte le situazioni, caso per caso. Successivamente, si confronterà con il catasto on line e chi non risulterà in regola dovrà provvedere ai pagamenti in tempo utile, cioè ha tempo un altro mese. Trascorso anche questo tempo, si provvederà direttamente ai pignoramenti.

 

Per gli assessori inadempienti in Trentino, si sta pensando a tre soluzioni:

 

  1. Il pignoramento dello stipendio pubblico fino a esaurimento del debito;
  2. Il pignoramento della futura pensione;
  3. La confisca diretta di eventuali beni mobili e immobili di proprietà.

 

Tutto dipende da quanto l’esponente politico dovrà pagare per aver utilizzato vitalizi non maturati durante la sua attività. Le soluzioni diventano due per chi deve pagare: rivolgersi a un legale, per un eventuale ricorso, oppure pagare, per non rinunciare a lussuosi appartamenti registrati al catasto on line.
Gli atti dovrebbero già partire a Ottobre 2015, ma non è ancora chiaro quanti saranno i soggetti che si rifaranno verso la Pubblica Amministrazione ricorrendo alle vie legali. I “vitalizi d’oro” sono stati aboliti, quindi non c’è molto da aspettarsi, anche per chi fa ricorso.

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