I pericoli dei grassi idrogenati

Negli ultimi tempi, sembra che l’olio di palma sia diventato il nemico della salute di chiunque: proprio per questo motivo vale la pena di provare a conoscerlo in maniera più ravvicinata e, in generale, andare alla scoperta dei cosiddetti grassi idrogenati. Nel momento in cui si pensa all’olio, di solito, la mente corre ai grassi, e si immagina di avere a che fare con un prodotto che innesca, quasi in maniera meccanica e automatica, un aumento di peso. Ebbene, non è proprio così: come può ben spiegare il dottor Francesco Garritano, nutrizionista a Milano, l’ingrassamento può essere motivato da una grande varietà di fattori, tra cui si annoverano un regime alimentare non adeguato, uno stile di vita sbagliato e un abuso di zuccheri.

Occorre sapere, insomma, che i grassi non sono tutti uguali tra loro e che, quindi, non tutti sono dannosi per la salute. Prima di tutto, è opportuno verificare la loro composizione chimica: i grassi non sono altro che catene di idrocarburi, il che vuol dire che sono composti da idrogeno e carbonio. Si distingue tra grassi saturi e grassi insaturi: questi ultimi sono così chiamati in virtù delle insaturazioni che si trovano sulle catene che li compongono, e che corrispondono ai doppi legami tra due atomi di carbonio. A livello chimico, pertanto, i grassi insaturi sono caratterizzati da un minor numero di legami tra gli atomi di carbonio e quelli di idrogeno.

La differenza tra i grassi saturi e i grassi insaturi

Volendo adottare una semplificazione molto vicina al vero, si può sostenere che i grassi saturi fanno male e i grassi insaturi fanno bene. I primi, in effetti, sono alquanto pericolosi per la salute dell’uomo, dal momento che sono correlati con il rischio di sviluppare tumori, sindrome metabolica e, soprattutto, malattie del cuore e del sistema circolatorio. Tanto più la catena idrocarburica è lunga, quanto più pericolosi sono i grassi saturi: per esempio i grassi saturi del latte e del burro sono molto corti, mentre quelli dell’olio di cocco sono un po’ più lunghi e ancora più lunghi sono quelli dell’olio di palma e di origine animale. I grassi insaturi, d’altro canto, non solo non sono pericolosi, ma hanno addirittura effetti benefici per la salute, in quanto offrono una valida protezione nei confronti delle malattie cardiache.

Nella maggior parte dei casi i grassi insaturi hanno origine vegetale – eccezion fatta per l’olio di cocco e per l’olio di palma, come si è visto. Si trovano, per esempio, nei semi oleosi e nell’olio di semi di canapa, ma anche nel pesce, nei frutti a guscio, nel ribes nero, nell’olio di girasole e nell’olio di oliva. I grassi insaturi possono essere polinsaturi, se hanno più di una insaturazione, o monoinsaturi, se hanno una insaturazione sola; i polinsaturi sono i migliori, e comprendono i famosi Omega 6 e Omega 3.

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